Dove Nascono i Racconti
Tutto nasce come un gioco e come tale diverte appassiona trascina...
ho
scritto una saga, l'ho scritta per i miei amici, quelli veri quelli
che alle tre di notte sono ancora lì, a mangiare patatine, popcorn,
gelati, a bere coca cola, a preparasi un caffè. Sono la mia famiglia.
Per loro sono nati alcuni libri pieni di mistero, personaggi intriganti,
situazioni imperscrutabili, enigmi da risolvere.
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L'inizio
Una
donna enigmatica, premio Nobel per la neurochirurgia, isolata nella sua clinica
di Ginevra; un giovane archeologo, ingenuo e sognatore che spera di imbattersi
prima o poi nel ritrovamento che lo lancerà nel mondo accademico; un'insopportabile
quanto deliziosa antropologa francese; uno studioso di fama mondiale in cerca
di risposte; un'intraprendente consulente legale, un commissario di provincia con
un'insolita capacità investigativa.
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L'Aquila Serpente.... una saga in cerca di editore
Una provocazione forse o solo un tentativo per porre un riflettore sulla difficoltà di raccontare buone storie. Ho una saga nel cassetto...(anzi mica tanto nel cassetto) una saga in cerca di editore. Tante storie pronte per essere pubblicate i primi due libri già finiti e autoconclusivi... che volete di più? Un assaggio? E sia ... e se vi ho intrigato, signori dell'editoria, scrivetemi... non lasciate che i lettori si divertano senza di voi !
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Michelle Valmont 
Lunghi capelli corvini, riccioluti, indomabili. Vivaci occhi
neri, curiosi, grandi. Naso impertinente, piccolo, all'insù. Labbra carnose,
rosa, capricciose. Piccola di statura, rotonda nelle fattezze, contagiosa nel
sorriso: questa è Michelle Valmont. Poco più che quarantenne, ma non
diteglielo, lei dichiara sicura trentacinque anni da un po' di tempo a questa
parte e alle volte qualcuno ci casca ancora. È parigina, insopportabile,
divertente e snob.
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...cose da Michelle
Parigi concessionaria Mercedes-Benz ore 11,30 a.m.
La porta di vetro scorrevole si aprì ubbidiente di fronte
alla sagoma sottile di Michelle Valmont.
Un leggero fruscio annunciò il suo ingresso inatteso. La
donna entrò sfoggiando un largo sorriso, abbassò gli occhiali da sole sul naso
e cercò con lo sguardo di individuare il proprietario dell’autosalone. L’uomo,
vedendola arrivare era scivolato sotto la scrivania nel vano tentativo di
nascondersi da lei.
«Buongiorno miei diletti» esordì porgendo il soprabito con un gesto distratto
alla ragazza che le si era avvicinata
«vorrei ritirare la mia auto e, mi auguro per voi che non sia quella in
vetrina perché non è del colore che avevo
richiesto».
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Alessandro Bertolucci
Il più delle volte viene chiamato solo per cognome, e non
c'è da stupirsi perché Bertolucci è il prototipo del compagno di scuola che
porti dentro di te anche ad anni di distanza, al cui ricordo associ sempre un
sorriso, una bravata condivisa. Figlio unico di una famiglia agiata, si è
rifiutato di seguire la strada aperta dal padre preferendo, al lavoro di
ingegnere, quello di archeologo. Laureato presso l'Università degli Studi di
Pisa, ha seguito molti scavi al seguito personaggi illustri nel mondo
accademico, senza però imbattersi in reperti degni di nota.
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...cose da Bertolucci
Alessandro Bertolucci era rimasto sorpreso da quell'insolita telefonata. Sua madre non si faceva viva per mesi e poi riappariva nelle sue giornate come se si fossero salutati il giorno precedente. L'aveva invitato a pranzo quella domenica. Si era interessata ai suoi ultimi progetti, chiesto notizie delle sue adorate piante, di suo padre, della casa, degli amici, insomma aveva fatto una normale telefonata. Stranissimo per lei.
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