Elisa a Torre del Lago
Un'Elisa in forma che per le quasi tre ore di concerto non si è risparmiata proponendo al pubblico anche interessanti versioni di Mad World, Merecdes Benz dove ha campionato la propria voce, e dell'Hallelujah di Jeff Buckley commuovente e vibrante. Imponete e fin troppo presenti i contributi video sparati sul megaschermo alle spalle della band, supporto o arricchimento dei pezzi proposti in scaletta, schermi che giganteggiavano dietro la piccola Elisa che a parer mio ha sempre meno bisogno di espedienti multimediali per trasmettere ciò che è, tanto è vero che la parte più autentica ed emozionante del concerto è stata la fine quando da sola ha regalato al pubblico gli ultimi brani consegnando alla notte sul lago una bella pagina di musica. Straordinaria la location, il Gran Teatro Puccini ha donato un'atmosfera da sogno, un incanto la voce di Elisa e la sua educazione nel ringraziare tutti, ma proprio tutti, i suoi collaboratori, bravi i musicisti tra cui un toscano alle chitarre, insolita la scaletta che non ha privilegiato i brani dell'ultimo album seppur presenti, e sovradimensionata la scorta che le hanno dato, quasi fosse un capo di stato che stona con la semplicità di un'artista che dovrebbe guardare alle proprie origini non solo con lo splendido omaggio alla sua terra Lisert (vera e propria poesia misicale-visiva) ma anche a quelle radici di essenzialità che vengono fuori quando le luci si abbassano il pubblico si avvicina... |